Quando scommettere sulla vela salva gli oceani

Avete idea della quantità di plastica e rifiuti che letteralmente infestano i nostri mari e gli oceani di tutto il mondo? Intere isole della superficie di chilometri e chilometri quadrati di immondizia galleggiante: bottiglie di plastica, assorbenti, copertoni, tappi di bottiglia, buste di ogni tipo, profilattici e un’infinità di tanto altro lerciume indicibile che soltanto a guardarlo viene il magone. E pensare che l’oceano è l’ecosistema più importante del nostro pianeta.

E se è vero che la forza del cambiamento risiede nelle mani dei consumatori, allora potrei aver appena avuto un’idea che potrebbe funzionare per, da una parte, portare il problema all’attenzione della gente che più dovrebbe essere toccata da questa situazione, e dall’altra contribuire economicamente e attivamente alla pulizia del mare per un’acqua migliore.

L’idea

L’idea è legata al mondo delle scommesse sportive. Prima cosa, scegliere una evento, festival o torneo di una qualunque disciplina e competizione acquatica come il surf, il windsurf e il kitesurf, ma anche gare di apnea, i tuffi dalla scogliera, triathlon, canottaggio, regata e ogni altra cosa che abbia a che vedere con la vela. Scelto l’evento, l’obiettivo è quello di raccogliere fondi per ripulire il mare di quella zona dai rifiuti. Ma come ottenere una cifra sufficiente per un’impresa tanto impegnativa? L’idea mi è venuta quando ho scoperto dell’esistenza di Parley, una bella realtà che vi consiglio di seguire se vi sta a cuore l’argomento.

Lo sponsor

Il concetto è sponsorizzare la competizione prescelta prendendo accordi con uno o più bookmaker e fare in modo che una parte dei proventi ottenuti con le scommesse online venga devoluta per la causa del mare più pulito. Il bookmaker di turno, ad esempio PaddyPower o William Hill o Betfair, farebbe buon uso della pubblicità ottenuta grazie alla manifestazione, gli organizzatori avrebbero un aiuto logistico non indifferente e parte dei proventi ottenuti dalle scommesse ad alimentare il progetto di pulizia. Grazie alla pubblicità il bookmaker otterrebbe del revenue in più che in parte potrebbe essere utilizzato per lo scopo prestabilito, il che farebbe la felicità di tutti gli appassionati di sport acquatici in primis, e di chiunque abbia a cuore l’ambiente in secundis.

La scommessa

La situazione dei nostri mari è critica. Il consumismo sfrenato a cui ci siamo abituati e che ormai passa inosservato come una qualunque banalità sta mettendo a serio rischio le specie marine. Nel lungo periodo l’obiettivo è ridurre la produzione di plastica sia riducendo i consumi inutili sia utilizzando materiali biodegradabili. Comprare generi alimentari non pesantemente confezionati e diminuire il consumo di prodotti di plastica usa e getta, come le posate e i bicchieri ma anche l’acqua in bottiglia. Ma soprattutto, facciamo la raccolta differenziata come si deve, non ci vuole poi molto. E poi teniamo l’argomento vivo, parliamone, facciamo vedere le immagini delle isole galleggianti di immondizia in mezzo all’oceano. Facciamo in modo che diventi interesse di tutti, anche delle multinazionali stesse, che potrebbero trovare dei guadagni non più inquinando ma bonificando. Con questi piccoli accorgimenti possiamo fare una differenza epocale, io sono pronto a scommetterci.